“Il futuro è il presente”: a Pinerolo la Festa dei Lavoratori mette al centro i giovani

Oltre duecento persone coinvolte, tre focus tematici, un grande incontro plenaria e soprattutto i giovani come protagonisti del dialogo sul lavoro, sul futuro e sul senso dell’impegno nella società. È questo il cuore della settima edizione della Festa dei Lavoratori promossa da ENGIM Piemonte – sede “San Leonardo Murialdo” di Pinerolo – insieme all’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Pinerolo, con il sostegno di Coldiretti, Cgil, Cisl e Uil.

Un format innovativo, diventato ormai un unicum a livello nazionale, che ha saputo creare uno spazio autentico di confronto tra scuola, imprese, Chiesa, sindacati e istituzioni del territorio.

Dopo i focus della settimana precedente – che hanno visto il dialogo diretto tra studenti e aziende come Freudenberg e Finder, insieme al confronto con il Vescovo di Pinerolo – la mattinata di martedì 12 maggio ha rappresentato il momento conclusivo e di restituzione dell’intero percorso.

A fare da bussola ai lavori è stato il rapporto “Il futuro è il presente. I giovani visti con la lente della formazione professionale”, realizzato dall’Osservatorio Giovani & Futuro della Fondazione nazionale Engim e curato dal professor Daniele Marini dell’Università di Padova.

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali dell’assessore all’istruzione della Città di Pinerolo, Lia Bianco, che rivolgendosi ai ragazzi e alle ragazze presenti ha lanciato un invito chiaro e diretto: “Prendete spazio”. Nel suo intervento ha inoltre ricordato come la formazione professionale abbia radici profonde nel territorio pinerolese, richiamando la figura di don Guglielmino che, nell’immediato dopoguerra, ebbe l’intuizione che “dal fare e dall’insegnare a fare si potesse rinascere”.

A seguire, i giovani hanno dato voce al messaggio del presidente della Fondazione Engim, padre Antonio Lucente. Un intervento intenso, nel quale ha ricordato come “oggi la sfida educativa coincide con la sfida democratica” e come il compito degli adulti non sia “adattare i giovani a qualsiasi lavoro, ma costruire un lavoro che sia finalmente all’altezza della persona umana”.

Parole che hanno trovato continuità nell’intervento del responsabile della sede Engim di Pinerolo, Andrea Micca, che ha sottolineato il significato profondo dell’iniziativa: costruire uno sguardo non giudicante sulle nuove generazioni e creare occasioni concrete di ascolto.

A moderare la mattinata è stato il direttore dell’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro, Giancarlo Chiapello, che ha richiamato due coordinate fondamentali emerse dalla ricerca: le relazioni e il tempo, definito come “isola di tempo” necessaria per comprendere davvero i giovani e superare il rischio di diventare “adulti sbiaditi”.

Molto significativo l’intervento del Vescovo di Pinerolo, Monsignor Derio Olivero, che ha ribadito la centralità dell’ascolto delle giovani generazioni, condividendo anche la riflessione nata dai recenti incontri con i ragazzi sul tema della fede. Attraverso l’apologo dei tagliatori di pietra, il Vescovo ha offerto una riflessione sul significato del lavoro: c’è chi vede soltanto la fatica e chi invece riesce a intravedere la costruzione di una “cattedrale”, dando senso più ampio al proprio impegno quotidiano.

Il direttore nazionale Engim, Marco Muzzarelli, ha poi illustrato i risultati del rapporto, evidenziando il cambiamento di prospettiva tra le generazioni precedenti e la Generazione Z. Se in passato il lavoro occupava il secondo posto tra i valori fondamentali, oggi scende al sesto, segno della crescente necessità dei giovani di trovare equilibrio tra i diversi ambiti della vita.

A tenere il filo conduttore della mattinata è stata anche Enza Papa, responsabile di sede Engim, che ha richiamato più volte il tema della ricerca di senso come elemento centrale del dialogo tra giovani, formazione e mondo del lavoro.

La restituzione dei focus è stata affidata agli studenti e ai rappresentanti delle imprese coinvolte. Simone, studente del quarto anno di meccanica, e Giulia, del quarto anno commerciale, insieme ad Angelica Garis di Freudenberg e Paola Matterazzo di Finder, hanno condiviso riflessioni concrete su organizzazione del lavoro, sicurezza, stipendi, qualità della vita e possibilità di costruire il proprio futuro senza dover abbandonare territori come le valli alpine.

È emersa con forza l’idea di una cultura d’impresa capace di inserirsi dentro una vera alleanza educativa, dove formazione, lavoro e territorio dialogano costantemente.

La parte finale della mattinata ha visto il contributo delle organizzazioni di rappresentanza. Giancarlo Foco, per Coldiretti, ha sottolineato le opportunità offerte dal settore agricolo in un territorio storicamente vocato a questo ambito. Andrea Ferrato (Cgil), Tiziana Salmistraro (Cisl) e Francesco Lograsso (Uil) hanno invece richiamato i temi della dignità del lavoro, della sicurezza, del difficile contesto sociale e della necessità di costruire dialogo tra generazioni.

Da più parti è emersa la volontà di continuare e rafforzare questo percorso, immaginando nuovi momenti di confronto tripartito tra giovani, sindacati e imprese per aiutare il territorio a pensare e ripensare il proprio futuro.

A chiudere l’incontro sono stati ancora il Vescovo Derio Olivero e Marco Muzzarelli, sottolineando come questa esperienza abbia saputo innescare un processo importante per il territorio: un piccolo ma concreto segno di speranza.

Un’immagine simbolica ha accompagnato tutta la giornata: le rose poste sul tavolo dei relatori da fratel Beppe, della comunità dei Padri Giuseppini. Un gesto semplice ma eloquente, che richiama il primo passo fondamentale dell’educazione e del lavoro: “esserci”. Perché solo attraverso la presenza, l’ascolto e la relazione è possibile ritrovare il lavoro come autentica grammatica della società.